Complicanze del paziente oncologico

Cancer complications

/Neutropenia indotta da chemioterapia

Neutropenia indotta da chemioterapia

La neutropenia rappresenta una complicanza grave e frequente nei pazienti oncologici trattati con farmaci chemioterapici, i quali interferiscono con l’attività del midollo osseo che produce i globuli bianchi. È caratterizzata principalmente da una diminuzione nel sangue del numero di globuli bianchi neutrofili, la prima linea di difesa dell’organismo, che raggiungono valori al di sotto dei 500/mm3 (valori normali tra i 1500 e gli 8000/mm3). Il “crollo” delle difese immunitarie fa sì che il paziente diventi vulnerabile a qualsiasi tipo di infezione.

La gravità della neutropenia e la durata della patologia comportano non solo un diverso grado di rischio di infezioni ma inducono spesso a dover ridurre o ritardare il trattamento chemioterapico con il rischio di compromettere l’efficacia della terapia e quindi incidere negativamente sull’esito della cura.

Neutropenia febbrile

La più rilevante complicanza della neutropenia e la neutropenia febbrile (NF) definita come l’innalzamento della temperatura corporea >38.5°C per una durata superiore ad un’ora, oppure il rialzo della temperatura pari a 38 gradi per tre misurazioni consecutive a distanza di un’ora l’una dall’altra, con una persistente condizione del numero di neutrofili < 500/mm3.

L’associazione tra perdita di neutrofili e febbre delinea un quadro particolarmente grave perché aumenta la vulnerabilità del paziente alle infezioni.

La NF è ancora oggi associata ad un’alta morbilità/mortalità e a costi elevati per il servizio sanitario. Si stima che nel 9,5% dei casi la NF porti al decesso dovuto a setticemia, broncopolmoniti, uretriti o altre infezioni aspecifiche.

Sintomi

Il sintomo principale è rappresentato dall’insorgenza della febbre, alla quale possono accompagnarsi:

  • sintomi legati a presenza di infezione (spossatezza, cefalea, abbassamento della pressione, ecc.);
  • sintomi che interessano un organo specifico (problemi respiratori e tosse in caso di polmonite, dolore addominale e diarrea in caso di infezione intestinale, ecc);
  • sintomi legati al trattamento che ha provocato la neutropenia

Diagnosi

La prima valutazione clinica si basa sulla presenza della febbre e di uno stato di neutropenia, accertata, nei pazienti sottoposti a chemioterapia, mediante indagini di laboratorio. Successivamente possono essere prescritti ulteriori esami al fine di indagare le causa della febbre, che può essere provocata da un’infezione o da germi. Si effettueranno ulteriori esami quali colture del sangue e dei liquidi biologi e anche radiografia, TAC del torace o ecografia dell’addome per accertare la presenza di infezioni negli organi più frequentemente esposti.

Prevenzione e trattamento

La disponibilità dei farmaci biologici permette oggi non solo di intervenire sulla neutropenia, ma anche di prevenire l’insorgenza della sua più grave complicanza, la neutropenia febbrile, rendendo così possibile il completamento della terapia chemioterapica, secondo le dosi e i tempi stabiliti.

Le linee guida per il trattamento della neutropenia prevedono l’utilizzo di fattori di crescita granulocitari ricombinanti (rG-CSF) che svolgono un ruolo chiave nella sopravvivenza, nella moltiplicazione e nella maturazione dei neutrofili.

I farmaci stimolano la produzione da parte del midollo osseo di granulociti maturi, e ne consentono il trasporto dal circolo sanguigno all’interno dei tessuti dove, insieme ad altre cellule del sistema immunitario, difendono l’organismo.

Sono disponibili fattori di crescita con un’azione a breve durata, short-acting (somministrati giornalmente), o ad azione prolungata, long-acting, (somministrati solo una volta per ogni ciclo di chemioterapia).

L’utilizzo di questi farmaci per la prevenzione della neutropenia febbrile viene valutata dal medico sulla base del rischio del paziente di sviluppare la complicanza.

Referenze

  • Linee guida gestione della tossicità ematopoietica in oncologia – Edizione 2018

AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica)